La rinascita di Frank Lampard


Dopo una prima stagione molto deludente, fatta di pochissime partite e molti infortuni, Frank Lampard ha iniziato la sua seconda annata a New York con gli stessi problemi. Poco convincente nelle rare apparizioni in campo e costantemente nella lista degli infortunati. Tra i tifosi ha iniziato a serpeggiare il malcontento, che è esploso quando, poco prima degli Europei in Francia, Frank era stato ufficializzato come telecronista delle partite dell’Inghilterra. Un ruolo che poi ha rifiutato per placare gli animi: anche se era infortunato, l’MLS era in pieno svolgimento e questo comportamento non era per nulla professionale per un Designated Player da $6.000.000 all’anno.
Improvvisamente, poi, tutto è cambiato. Lampard ha fatto il suo ritorno in campo nel tragico derby perso per 7-0 contro i Red Bulls e dalla partita successiva è diventato uno dei calciatori più decisivi del campionato. La leggenda del Chelsea ha segnato 11 reti in 13 partite da titolare, siglando la prima tripletta nella storia di NYCFC e la sua 300° rete in carriera.
Il segreto della rinascita di Frank Lampard? La sua intelligenza.
Complici gli infortuni, fino a pochi mesi fa l’inglese non era ancora riuscito a capire i meccanismi dell’MLS. Approcciava le partite pensando a impostare il gioco, toccando tantissimi palloni senza mai entrare in area. Credeva di trovarsi di fronte avversari ben schierati, con un approccio difensivo attendista. Invece, come già detto nell’articolo dedicato a Pirlo, il pressing in MLS è spesso asfissiante e molto alto, un fattore che manda in tilt calciatori non più nel pieno delle forze e non abituati a questo tipo di calcio.
Lampard giocava in un modo che, a 38 anni, non può che essere controproducente se vicino hai il 37enne Pirlo e il 34enne Iraola.
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Tuttavia, Frank è un uomo e un calciatore molto intelligente. Quando si è reso conto di non poter tenere palla contro avversari fisici e costantemente in pressing ha compreso che si sarebbe dovuto muovere di più senza palla, rinunciando a far partire il gioco ma limitandosi a finalizzarlo. In fondo questa impostazione aggressiva delle squadre MLS è anche alla base di molti errori difensivi, perché, come insegnano le squadre di Zeman, pressare alto per 90 minuti senza subire tanti goal è utopico.
 
Così Frank ha visto l’opportunità di dare una svolta alla sua esperienza a stelle e strisce. Dal match contro Philadelphia ha iniziato a entrare in area di rigore senza palla, dove riusciva a smarcarsi facilmente (sfruttando il livello tecnico più basso dei difensori avversari) e andare alla conclusione. Ha segnato contro gli Union e da lì non si è più fermato, violando facilmente le difese (spesso mediocri) dell’MLS.
 
Lo ha fatto senza puntare sulla fisicità (per ovvi motivi) ma utilizzando la testa: come si vede nel secondo goal contro il DC United, basa tutto il suo gioco sull’anticipo dell’avversario, sfruttando l’esperienza maturata sui palcoscenici più competitivi del mondo. Così riesce a colmare il gap anagrafico con gli avversari (che potrebbero essere suoi figli, talvolta) e a far prevalere la sua tecnica individualee soprattutto la sua straordinaria intelligenza tattica. 

Spizza di testa invece di tenere palla e lanciare il ben più veloce Shelton, si infila esattamente nel varco lasciato dalla difesa del DC United, manda al bar Franklin e segna

Sono stato tra i primi a criticarlo, ma solo gli stupidi non cambiano mai idea: osservare i movimenti senza palla di Frank Lampard potrebbe essere una grande lezione per i difensori dell’MLS. E ora che anche Andrea Pirlo sembra aver ingranato, il New York City FC di Vieira può veramente volare.